Un bambino che si muove è un bambino sano!

31 Maggio, 2013 L'attività motoria rappresenta una necessità fisiologica ed è parte integrante dello sviluppo psicofisico del bambino.

Il movimento apporta dei vantaggi importantissimi:
- aumenta l'agilità e la forza fisica
- aumenta l'autostima
- stimola lo sviluppo del cervello, migliora l'apprendimento scolastico e riduce l'ansia da prestazione correlata allo studio
- favorisce la socializzazione ed il rispetto delle regole
- favorisce una crescita armonica, che sta alla base della salute in età adulta

I genitori hanno un ruolo chiave nell'educazione motoria del bambino. Ricordiamoci che le abitudini (alimentari, motorie, comportamentali) non si instaurano per caso: un bambino abituato a vedere i genitori sul divano davanti alla televisione a mangiare patatine adotterà lo stesso modello di comportamento. L'educazione non è ciò che si dice ma ciò che si fa, è necessario quindi dare il buon esempio.

Vediamo come aumentare il movimento, sia quello spontaneo che quello programmato (calcio, pallavolo, danza, pallacanestro..).

Il movimento spontaneo dovrebbe entrare a far parte della quotidianità e venir praticato tutti i giorni per circa 1-2 ore, privilegiando il gioco libero all'aperto. Gli adulti dovrebbero prendere l'iniziativa andando a passeggiare alla domenica (magari al mare o in montagna), aumentando le camminate spontanee al posto di prendere l'auto, facendo le scale a piedi anziché prendere l'ascensore. E' ovvio che se il bambino vede il papà che passa la domenica seduto sul divano a guardare la tv sarà portato a imitare lo stesso comportamento. Muoviamoci di più, oltre che alla salute attuale e futura del bambino, gioverà anche alla nostra. 

Le attività sportive programmate dovrebbero venir svolte per 2-3 giorni alla settimana. Lo sport scelto deve piacere al bambino, non deve essere imposto dai genitori (se al papà piace il calcio non per forza il bambino deve fare il calciatore). E' inoltre necessario far attenzione a non trasferire sul bambino stati d'ansia ("ho paura che cadendo ti faccia male"), non far pesare al bambino il tempo che viene dedicato per accompagnarlo, non usare lo sport come ricatto ("se non mangi la verdura non ti porto più a basket") e non trasmettergli ansia da prestazione (non occorre essere campioni a tutti i costi!). Solo così il bambino potrà vivere lo sport come un momento di svago e divertimento.

L'aumento del tempo dedicato all'attività fisica va di pari passo con la riduzione delle ore passate davanti alla televisione, al computer, a tablet o cellulari, che dovrebbe essere di massimo 2 ore al giorno. Anche in questo caso il comportamento dei genitori è fondamentale: ad esempio durante la cena anzichè guardare la televisione o restare incollati al cellulare, stimoliamo il bambino a parlare della sua giornata, della scuola, degli amici e delle cose che ha fatto.

Non è un percorso facile, soprattutto se le abitudini errate sono radicate da tempo, ma vale la pena provarci!